“Pubblichiamo il commento dei compagni di Resistenza Popolare riguardo all'esito del voto italiano delle elezioni europee che sostanzialmente condividiamo.

Circolo Culturale Proletario di Genova”

 

 

COSA CI DICE IL RISULTATO ITALIANO ALLE ELEZIONI EUROPEE

 

 

Il primo dato eclatante è che per la prima volta nella storia repubblicana di questo Paese, l’affluenza ad un’elezione di carattere nazionale è minore del 50% (49,69%; 48,21% se si considera anche gli italiani all’estero). [...]

 

La tendenza all’astensionismo prosegue ormai inarrestabile da decenni e costituisce un motivo profondo di sfiducia e denuncia silenziosa nei confronti della “democrazia liberal-borghese”. Ha sicuramente pesato in particolar modo la natura profondamente antidemocratica dell’UE, [...]

 

Il circo barnum della politica italiana tende ad ignorare questo fatto e sbandiera percentuali più o meno trionfanti, ma il Paese reale ci dice che solo 13 italiani su 100 aventi diritto hanno dato la propria fiducia a Fratelli d’Italia, il partito più votato; solo 11 su 100 per il Partito Democratico e meno di 5 su 100 per i M5S, Lega, Forza Italia. AVS ha convinto 3 cittadini su 100. Di fatto solo il 40% degli italiani aventi diritto di voto troveranno rappresentanza istituzionale nel Parlamento Europeo, mentre il restante 60% ne rimane escluso. [...] Complessivamente le forze riconducibili al centro-destra perdono oltre 1 milioni di voti rispetto al 2022, ma rimangono maggioranza relativa nel Paese, con quasi 11 milioni di votanti complessivi, che su 49 milioni di aventi diritto di voto, significa poco più di 1 italiano su 5.

 

Riguardo all’opposizione:  rispetto al 2022 il centro-sinistra perde più voti (-1,3 milioni) rispetto al centro-destra: un dato importante che evidenzia la dilatazione delle crepe nel regime e la vacuità dell’opposizione al governo, incapace di distinguersi in maniera significativa sui temi sociali e della guerra. 

Fuori dai due blocchi rimangono escluse tutte le altre forze: sia i poli centristi che le forze più o meno “antisistema”. [...]

 

Nell’area della "sinistra radicale" il progetto Pace Terra e Dignità di Santoro conquista 513 mila voti (2,2%), poco più dei 400 mila che avevano votato Unione Popolare nel 2022, anche se il dato non è sovrapponibile. Ai quadri e militanti del PRC, che hanno reso possibile il progetto, c’è da chiedere se valesse la pena distruggere Unione Popolare per ottenere un guadagno così scarno.

 

Nell’area del “dissenso” le cose vanno ancora peggio: nonostante la ventina di sigle raggruppate (spazianti da leghisti, sovranisti, autonomisti e vari), la lista Libertà si ferma a 285 mila voti (1,22%), con un guadagno minimo rispetto ai 212 mila presi nel 2022 dal più chiaro progetto Sud chiama Nord di Cateno De Luca.

Disastroso il risultato di Democrazia Sovrana Popolare, che prende 35 mila voti (0,15%). Rizzo e Toscano hanno la scusante di essere stati presenti solo nella circoscrizione centrale, ma anche scomponendo il dato la percentuale aumenta solo allo 0,75%. Si nota facilmente l’arretramento complessivo di tale progettualità sia rispetto al risultato di Italia Sovrana e Popolare (348 mila voti nel 2022) sia rispetto al risultato del Partito Comunista nel 2019 (235 mila voti complessivi, 69 mila cinque anni fa nella sola circoscrizione dell'Italia centrale e 1,25%, se vogliamo limitarci ad un confronto nelle sole regioni in cui DSP era presente). La liquidazione di fatto del Partito Comunista per puntare ad un soggetto spostato a destra che ha abbandonato la discriminante antifascista e ha aperto ad Alemanno (e persino ad un liberista e sostenitore di Israele come Bandecchi), ha portato a questa clamorosa débacle. Non ci aspettiamo che il gruppo dirigente faccia autocritica, ma speriamo che quei pochi compagni validi rimasti al suo interno (del PC ma anche di DSP) prendano consapevolezza del totale fallimento di tale progettualità e portino le proprie energie al servizio di un percorso alternativo ma necessario.

 

Si tratta per noi ora del difficile compito di lavorare alla costruzione di un’alternativa politica. [...] Occorre in tal senso portare avanti l’offensiva unitaria delle forze comuniste di questo Paese, che seppur ridotte a poche migliaia di persone sono premessa indispensabile per fare massa critica e calamitare attorno a sé altre forze ancor più disorganizzate e confuse e singoli rassegnati e ritirati a vita privata.

Per tutte queste ragioni e per dare forza a questa progettualità invitiamo tutti i compagni e le compagne a iscriversi a Resistenza Popolare.

 

(A cura della Direzione Nazionale di Resistenza Popolare)

 

Analisi completa qui: https://www.resistenzapopolare.org/post/cosa-ci-dice-il-risultato-italiano-alle-elezioni-europee

 

11 giugno 2024